In realtà il pensiero sarebbe più drastico. Chi sceglie di non votare, anche se ho parmigianizzato il titolo, secondo me non meriterebbe la democrazia, che non è nata sugli alberi ma è venuta solo dopo una guerra e grazie al sacrificio di migliaia di giovani e meno giovani che scelsero di opporsi alla dittatura fascista. E che cosa significhi vivere sotto una dittatura, di qualsiasi colore,

ce lo ricordano le cronache quotidiane, che guarda caso abbinano ancora dittatura e guerra…

Quindi nessuno sconto e nessuna giustificazione per chi, potendo, non andrà al voto a scegliere il prossimo sindaco di Parma (così come per tutte le altre elezioni). Fu vergognoso, già cinque anni fa, vedere che una città che si picca di definirsi importante, che regala pompose lezioni su una “parmigianità” da non intaccare e che è piena di pretese come poche altre realtà di provincia (metto in fila: aeroporto, Alta velocità, Ti-Bre auto, Ti-Bre treno, Via Emilia bis, Teatro Regio…) portò alle urne circa un parmigiano su due… Ver-go-gno-so. Verrebbe da andare a chiedere scusa alle tombe dei Giacomo Ulivi, dei Giordano Cavestro, o alla lapide dei 7 Martiri di Piazza Garibaldi…

Con 12 candidati/e sindaco/a (capiremo nelle prossime ore la questione delle liste “bocciate”) ed oltre 700 candidati al consiglio, credo che nessun concittadino possa dire di non avere una proposta vicina alle sue idee ! E nel caso così non fosse, perchè allora non proporsi personalmente?

La verità è un’altra. La verità è che, accanto alla disaffezione generale che è un problema anche nazionale e internazionale (vedi presidenziali Usa), le elezioni comunali fanno scattare la più classica e insopportabile delle mode parmigiane: mi metto sul divano (o alla tastiera) a giudicare e criticare. Il sindaco? Chiunque vinca sarà, nel giudizio di tanti, “un stùpid”, un balordo, un corrotto (eppure a Parma non ricordo sindaci molto arricchiti…), un esibizionista, un presuntuoso, un poverino, un fazsioso, un ignorante, un nàdor… Cosa che del resto, ormai, grazie all’autoreferenzialità dei social vale anche nei confronti di virologi, generali (da Figliuolo a quelli dell’armata russa o ucraina), premier…

E ti chiedi come mai teniamo nascosta e sprecata tanta limpida intelligenza, perchè è evidente che chi scrive sarebbe uno straordinario sindaco o primo ministro. O no…?

Io credo di essere una persona mite e propositiva. Ma il politico non lo saprei fare: e quindi sceglierò fra quei 12 e quei 700 (che ringrazio tutti indistintamente compresi quelli con le idee più lontane dalle mie) chi mi rappresenterà in Comune, sperando che lo faccia al meglio. Sapendo che non è un lavoro semplice, perchè non riuscirai mai ad accontentare tutti, ma è necessario. E sapendo che a far bella o brutta Parma non è mai un sindaco o una giunta (che pure contano), bensì tutti noi. Noi che la insozziamo (dalle birre extracomunitarie di piazza della Pace alle m…. di cani con parmigianissimi padroni fin quasi al salotto della Piazza), noi che scegliamo ogni giorno se farne una città onesta o disonesta.

Ecco perchè dico e ripeto: chi sceglierà di non votare non merita una bella Parma. E non merita neppure la democrazia. Semmai, è scellerato che sia stata fissata la data del ballottaggio a fine giugno, quando già tanti saranno in vacanza: ma che nessuno abbia protestato in Piazza per questo (lo dico anche a me stesso) è l’ennesima prova che siamo veri parmigiani più a parole, e a tastiere, che nei fatti.

Buon lavoro ai 12 e ai 700 !

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