Eh, sì: le notizie di luglio certificano che Parma spesso non è città tranquilla, per chi si muove nelle varie strade della città. La sequenza delle notizie parla chiaro, e basta scorrere i titoli della Gazzetta di Parma:

Scippi e furti: fermata baby gang; Rischia lo stupro: aggredita alla festa di Moletolo, salvata dall’amica; San Pancrazio: spaccata al bar Magic e furti a raffica. I residenti: di notte è terra di nessuno; Crocetta: violentata 15enne; Finestra aperta, ladri in casa (via Venezia); Aggredito in via Traversetolo.  Pugni al semaforo a San Leonardo; Stalker cerca di strappare l’arma a un carabiniere; Via Giovenale, cassaforte tagliata; Forbici in pugno rapina farmacia in via Bucci; Via Garibaldi: ruba in negozio e picchia la commessa; Via Campioni: le strappa la borsetta.

Praticamente non si salva nessun quartiere: scippi, furti in abitazione, rapine, aggressioni, stupri… Non certo un buon biglietto da visita, per una città che ambisce ad essere modello di qualità della vita e meta di tanti turisti italiani e stranieri.

Come dite? C’è qualcosa che non vi quadra? Lo strappo della borsetta lo ricordavate in via Mantova? E le aggressioni vi sembravano avvenute in altre zone? Ah, già: che sbadato! Ho dimenticato di dirvi che questi titoli sono di luglio, ma del 2010.

Ma perchè vi ho proposto quelli e non la sequenza – altrettanto “ricca” – del 2022? Per due motivi.

  1. C’è una narrazione, iniziata nella recente campagna elettorale e tuttora in corso, secondo cui Parma è passata da isola felice nell’epoca pre-pizzarottiana a città fuori controllo, anche per il lassismo (o “buonismo”, come a tanti piace dire) dei governi di sinistra. Ma le cose non stanno così: nel 2010 Parma era governata dai civici di Vignali e aveva strombazzato da due anni la “carta dei sindaci” per la quale si era mosso fin qui anche il ministro di allora. Che non era esattamente di sinistra: era infatti il leghista Maroni, in un governo guidato da Silvio Berlusconi.
  2. Contemporaneamente, però, la situazione del 2010 trova riscontro nei titoli simili (cambiano solo vie e protagonisti) della Gazzetta di Parma del 2022. E questo significa, amaramente, che nulla è cambiato.

Morale: non ci sono mai state, nè ci sono ora, isole felici. Ieri, un quotidiano pubblicava una intervista al responsabile nazionale della Divisione anticrimine sull’importanza del problema baby gang per le nostre città (quasi tutte le città, indipendentemente dal colore di chi le governa). E non ci sono neppure partiti che possano chiamarsi fuori: al governo del Paese o di Parma si sono succeduti praticamente tutti, e ogni forza politica pertanto non ha dato contributi per risolvere il problema. Problema che è contemporaneamente nazionale e locale: andatevi a vedere tutti i tagli al settore delle forze dell’ordine, che a guidare il Paese ci fosse sinistra o destra. E, di conseguenze, guardiamo come si è progressivamente ridotta la forza di contrasto sul territorio, Parma compresa. Problemi di sindaci ma anche di questori, prefetti, ecc.

Allora, come abbiamo scritto più volte, se vogliamo parlare di sicurezza in modo serio partiamo dai fatti, compreso il già ricordato calo complessivo dei reati denunciati. E lasciamo da parte i toni da campagna elettorale: ieri un aspirante premier ha annunciato lo slogan “Zero clandestini”. Ma è lo stesso personaggio che da ministro degli Interni annunciò il rimpatrio di 600mila clandestini senza riuscire a mantenere la promessa nei 18 mesi al Viminale…

Occorrono dati scientifici, analisi, e azione da parte di tutti. E occorre anche un’altra cosa: lo scippatore o la rissa sono certamente episodi gravi e preoccupanti, ma la criminalità vive anche di mafie e speculatori che si arricchiscono, spesso proprio alle spalle di questa manovalanza. La sicurezza non è uno slogan elettorale, neppure a Parma: è una complicatissima sfida per tutti noi.

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