Scollino il San Silvestro/Capodanno con la lettura di un giallo parmigiano (Pevea di Pietro Ronchini) di cui mi hanno parlato benissimo e che infatti sta mantenendo le aspettative. E presto pubblicherò il database delle produzioni di libri parmigiani nell’anno appena concluso, con numeri certamente a tre cifre. Troppi libri per una città di provincia come Parma? Mah, se lo chiedete

a chi li ha scritti certamente no.

Visti dalle librerie e dalle case editrici, probabilmente la risposta sarebbe più articolata. Ma una cosa è certa: è sato un anno ricco, di produzione, e difficile,di guadagni. E non parlo di chi li ha scritti, che spesso è rassegnato a puntare se va bene al pareggio: penso invece proprio al sempre più difficile lavoro di editori e librai, che spesso ben conosco.

Come se ne esce? E’ un po’ come per i giornali. Da una parte occorre certamente sviluppare nuove idee, trasmettere nuova passione. Dall’altra, però, occorre anche un po’ di marketing della carta (o in seconda battuta almeno del digitale tipo Kindle) per chi non ricomprende il leggere fra i propri interessi. Occorre riportare più gente in libreria. Farne magari contenitori per piccoli dibattiti: dai classici all’attualità, magari dando la parola anche a studenti universitari.

Nell’epoca in cui o si urla o ci si ripiega su smartphone e tablet per cazzeggiare (o si uniscono entrambe le cose urlando sui social tramite il proprio telefonino), occorre inventare nuove formule. Ma non dobbiamo lasciare soli editori e librai, perchè sono ormai loro i primi distributori di Cultura, e senza la Cultura non si va lontano. Occorre usare di più, e meglio, i social, creare comunità per recensioni e dibattiti che diano vita a incontri anche settimanali e che coinvolgano più librerie non solo con la “normale” presentazione di un libro, ma anche con temi trasversali, incontri a più voci, ecc.

Qualche esempio? Uno è proprio nel libro con cui parto all’inizio: parlare di gialli (non solo parmigiani, ovviamente); un altro è nei temi su cui io stesso mi sono imbattuto lo scorso anno: Guareschi, Pasolini, La Rabbia, e poi (con le foto della splendida pila di Giovanni Ferraguti) Parma e la parmigianità, ma anche il rapporto con la squadra di calcio. E tanti altri ce ne sono: dall’Ucraina visitata da Luigi Alfieri agli studi di Fiorenzo Sicuri (sulla massoneria come su Guido Picelli), dalle ottime cose fatte da Margherita Becchetti (pensate alla mostra sui Capannoni) e dal Centro Studi Movimenti a classici come La Certosa di Parma appena uscita in nuova traduzione (non sarebbe uno splendido tema il romanzo di Stendhal, ad esempio a due passi dalla lapide di borgo Giordani?). Per arrivare a incontri su Correggio, Parmigianino, Verdi…

Al di là delle singole iniziative, che ovviamente continuerebbero, credo si debba creare un consorzio culturale di librerie e editori (e scrittori) di Parma, per riportare le persone sui libri. E credo anche che Parma abbia diverse persone che possono portare avanti questo discorso. Se interesserà, ne riparleremo…

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