“Roba”. La chiamano così, fin dal titolo, i due autori che hanno avuto la bellissima idea di raccontarci
appunto la “Roba della Bassa dal Mondo Piccolo”.
Un titolo inevitabilmente guareschiano, visto l’amore che da sempre nutrono e alimentano per il papà di Don Camillo e Peppone quei due personaggi infaticabili e preziosi che sono Eugenio Martani e e Egidio Bandini. Le loro firme, sulla pubblicazione edita da Massimo Soncini, erano per me già da sole garanzia di serietà e passione. Ma in quelle circa 200 pagine ho poi trovato molto di più.
Già da tempo, frequentandola un po’ più spesso, la nostra Bassa mi affascina e mi stupisce, con la crescente ammirazione per un luogo che non a caso ha originato storie capaci di farsi amare in tutto il mondo: da Verdi a Guareschi, senza dimenticare in quel piccolo fazzoletto di terra anche il luogo principale di una storia cinematografica fra le più particolari e note: il Novecento di Bertolucci. No, non può essere un caso.
Ma se c’è sicuramente bisogno di proseguire e coltivare lo studio di questi giganti della nostra cultura, non di meno occorre salvare e fissare alla memoria del presente (e si spera anche del futuro) tutta la ricchezza e la varietà che si è radicata nel terreno con tante altre iniziative, senza le quali non sarebbero forse nati neppure quei giganti. E allora, ecco scorrere nelle pagine luoghi e racconti: Busseto, Gramignazzo, Sissa, Coltaro, Torricella, Mezzani, Coenzo…
Ci sono storie in ogni…porto di fatto o metaforico: perché il Mondo Piccolo si nutre sempre d’acqua, che sia il Grande Po o che siano Taro, Enza, Parma, Lorno ecc. Ecco le tante risate con la Compagnia Sissese, ecco la musica della lunghissima storia del Concerto Cantoni, a sua volta esportata in tutto il mondo grazie al film Novecento; ecco la “folle” idea, poi diventata concreta consuetudine a scopo benefico, della Mezzani Film Production, ecco la Comunalia di Coltaro sopravvissuta a Napoleone ed arrivata ai giorni nostri, ecco Coenzo che da una scena di Don Camillo e Peppone ha preso spunto per creare un angolo fra storia contadina e moderna scultura, sempre nel nome dei personaggi di Guareschi, coinvolgendo anche artisti dalla Germania…
E’ davvero una carrellata preziosa e coinvolgente quella che ci hanno regalato Eugenio ed Egidio. C’è dentro il loro amore per le loro Terre, e quello dei tanti che hanno contribuito, anche con un ricco corredo fotografico, alla pubblicazione. E a me, ignorante lettore di città, sembra ora di avere capito un po’ meglio la magìa della Bassa e il motivo per il quale là sono nati e cresciuti geni che hanno poi portato il nome di Parma in giro per il mondo. E continuano a farlo…
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