Spoiler n.1: la risposta è No, perché altrimenti non staremmo ogni giorno a difendere i politici della nostra parte anche quando sono indifendibili. Spoiler n. 2:

questo articolo non piacerà né ai miei conoscenti di destra né a quelli di sinistra. Porbabilmente. Spoiler n. 3: ciononostante, non è un articolo qualunquista, ma un modestissimo spunto di riflessione, che richiede come unico requisito di disfarsi, almeno per qualche minuto, del paraocchi. Spoiler n. 4: prima che arrivi qualche professorino senza titoli, ovviamente il discorso qui sotto vale per tutti compreso chi lo ha scritto. Davvero non possiamo fare tutti di meglio?

In questa estate si è accumulata una lunghissima sequenza di fatti nei quali anche un bambino capirebbe che la verità e i torti non potevano stare, rispettivamente, da una sola parte. Eppure…

  1. Il gioielliere che ha ucciso i rapinatori (lo avete già scordato? Allora chiedetevi come mai certi politici agitano una questione come fosse fondamentale per la Nazione e poi se ne fregano non appena arriva la questione successiva…). I fatti sono chiari: il comportamento dell’uomo è andato al di là della legge (legge voluta da Salvini, non da Democrazia proletaria) e i giudici hanno applicato ampiamente le possibili attenuanti (quindi, non toghe rosse spietate ma giudici equilibrati). Di qui la condanna, di qui il carcere con relativi strepiti e con scomposte allusioni alla grazia che il Presidente della Repubblica dovrebbe concedere. Questo a destra. Ma anche a sinistra l’analisi non ha brillato: è certamente vero che il gioielliere ha agito fuori dai confini legislativi della legittima difesa, e per di più con ferocia ingiustificabile. Però nessuno, a sinistra, ha sottolineato che non si parla di un “normale” omicidio, anche se la manciata di minuti/secondi sposta la reazione fuori dal negozio e quindi fuori anche dalla legge. E non si può non capire (che non significa giustificare ma significa mettersi in quei panni) che la rabbia e la paura per essere stato minacciato con le armi insieme a moglie e figlia durano al di là del confine del negozio e quindi spiegano anche una reazione così violenta e tragica. Quindi? Quindi si poteva (e tuttora si può) prevedere interventi che senza cancellare la giusta condanna evitino all’uomo il carcere, insieme ai “colleghi” di quei rapinatori. Ma non “gratis”: evitare il carcere significa arresti domiciliari combinati con lavori socialmente utili per lo stesso numero di anni della condanna. Senza sconti e senza equiparazioni a chi per uccidere parte da casa.
  2. Le violenze dei gruppi antagonisti. Sulla violenza politica spenso sempre poche righe, perché è un tema che per me non può conoscere deroghe (tranne ovviamente nei regimi dittatoriali e quindi come per la Resistenza in Italia: ma oggi non siamo in dittatura e non vedo motivi per favorirne una…). Quindi, chi scende in strada per aggredire, bruciare e distruggere avrà sempre la mia condanna più totale. Ma in modo altrettanto netto e chiaro devono farlo i partiti e leader della sinistra: non è vero (come in malafede si è detto a Roma e a Parma) che la sinistra “difenda” i delinquenti. Però la condanna deve essere più netta, e per sostenere – come alcuni fanno – che in realtà i violenti siano degli infiltrati occorre provarlo. Però è anche vero che al mediocre ministro Piantedosi occorrerebbe chiedere che fine hanno fatto le “pronte indagini” sugli episodi di Bologna e Val di Susa. Perchè altrimenti qualche dubbio resta: non sulla presenza di infiltrati, ma sul fatto che a Roma non ci sia così fretta di eliminare questi violenti, che oggettivamente sono anche idioti utili proprio per chi vorrebbero “combattere”.
  3. La strage di Bologna. A parte il sottosegretario Molteni (e mettiamoci anche la nostra parlamentare Cavandoli in aula), le parole di Meloni e La Russa sono state penose, imbarazzanti e viscide, di fronte alla memoria di 85 morti. Punto. Anche qui non c’è bisogno di aggiungere molto, se non che gli Italiani che ancora vogliano riflettere dovrebbero saper giudicare la credibilità e la buona fede di chi parla di “pacificazione”. Però, attenzione: anche qui la riflessione deve valere sempre. Ad esempio, sempre in tema di anni di piombo, è sbagliato opporsi alle proposte di intitolazione di strade a Sergio Ramelli (giovane di destra ucciso in un agguato da individui di estrema sinistra), purché però anche questo non accada a asenso unico. A Parma, ad esempio, l’unica vittima degli anni di piombo fu invece Mario Lupo, giovane di estrema sinistra ucciso da neofascisti. Quindi, a Parma come altrove, non si possono ricordare i Ramelli senza ricordare anche i Lupo, né viceversa. Chi fa proposte a senso unico, che escano da questa logica elementare, va respinto. Da qualunque parte stia.
  4. O Italia o Spagna purché se lagna… Non meno penoso dei precedenti (anzi è peggio perché a lilvello internazionale) è il dibattito relativo ai campionati europei di…scaricabarile sui migranti. Due cose preliminari: la prima è che l’unica cosa finita in secondo piano sono le decine di morti, che sono poi le persone sulla cui pelle (letteralmente) si sta giocando sporco a livello internazionale. La seconda cosa, che oprmai dovrebbe essere chiara a tutti, è che siamo di fronte a un problema gigantesco, che non è stato risolto né da sinistra né da destra, né da Sanchez né da Meloni né da altri. Basterebbe questo per capire che soprattutto l’Europa deve unire forze e cervelli per affrontarla, specie di fronte all’ipotesi di attacchi organizzati, come certamente è stato a Ceuta ma come domani potrebbe avvenire a Lampedusa o su altre nostre coste. Reagire disattivando Schengen, con poi la coda della polemica italo-tedesca, è da asilo della politica. E qui dovremmo tutti avere la forza di non stare né con Sanchez né con Meloni né con Merz. Che è l’esatto contrario di quanto sta avvenendo.
  5. Marcinelle. Dico la verità: fatta così la protesta dei sindacalisti belgi non mi ha entusiasmato, di fronte alla commemorazione di una tragedia e nel momento in cui era ufficialmente rappresentato lo Stato Italiano. Aggiungiamo pure che la Cgil poteva essere più netta nel prendere le distanze, visto anche che nei fpular dei sindacalisti belgi è cityato il gemellaggio col sindacato italiano. Ma allo stesso tempo è inaccettabile che, dopo avere incolpato direttamente Landini ei suoi, da Meloni a Fidanza (chi era costui?) nessuno abbia avuto l’onestà intellettuale di rettificare e scusarsi, almeno fino a prova contraria. Brutta pagina di falsità unita al livore. Ma anche a sinistra, ripeto, si è preferito giocare sull’equivoco che alzare il livello del confronto.
  6. Infine il gran caldo. Solo qualche guitto oggi può negare che si è verificato (purtroppo!) ciò che alcuni preannunciavano,. inascoltati, da almeno 20 anni. I negazionisti di destra dovrebbero commentare con una sola frase: “Scusate, ci siamo sbagliati quando vi davamo dei ‘gretini’ e quindi ora ragioniamo insieme su che cosa si può fare per riuscire almeno a rallentare questa catastrofe, anche economica”. E invece i social continuano a proporre sciocchezze assortite: pazienza per chi le sottoscrive, se non fosse che così si rischiano nuovi ritardi e quindi nuovi danni. In un Paese normale, maggioranza e opposizione sarebbero riuniti in seduta permanente per tamponare subito e per programmare poi. Si vede che a La Maddalena c’è più fresco… E quindi aspettiamo l’impegno della premier al ritorno dalle vacnze (meritate, ci mancherebbe). E nel frattempo diamo un suggerimento ai grotteschi soci di un campo largo in cui c’è ancora poco…campo: invece di menarcela con le vostre primarie, di cui non frega nulla a nessuno, inziate a stilare il programma proprio dalle concrete idee per affrontare il riscaldamento. Subito e in prospettiva futura, facendo capire bene agli Italiani che non è una questione ideologica ma che ci sono enormi ricadute economiche: in negativo, se non corriamo ai ripari al più presto. E ai numeri 2 e 3 del programma, la sinistra metta la questione migrazioni e poi la sicurezza delle città. Alle primarie penseremo poi, se rimarrà tempo…

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