“E’ morto Verdi!” urla disperato il gobbo Rigoletto annunciando, nelle prime scene del Novecento di Bertolucci uno degli eventi che segnano tristemente l’inizio del secolo. E Verdi muore ancora ogni giorno fra Parma e
Il fascino di Milano e della Scala. L’importanza di una pagina della Storia d’Italia. E poi anche un pizzico di
Se guardiamo a Verdi fuori da ogni retorica, e a quel simbolo che è
Centosessantotto anni dopo. Quale segreto, quale magìa può portare circa 5mila persone a radunarsi per ascoltare una musica datata oltre un secolo e mezzo e a sua volta pensata sulla traccia di un romanzo di cinque anni precedente…?
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