E’ stata un’eccellenza parmigiana del mondo economico. Il ritratto di Lino Cardarelli, con i suoi prestigiosi incarichi,
“E’ morto Verdi!” urla disperato il gobbo Rigoletto annunciando, nelle prime scene del Novecento di Bertolucci uno degli eventi che segnano tristemente l’inizio del secolo. E Verdi muore ancora ogni giorno fra Parma e
Fatemi pure un po’ di tara, visto che sto parlarvi di un libro che
L’anno prossimo saranno 200 anni che si parla del Manzoni e dei suoi Promessi sposi, mentre fra pochi mesi speriamo di non dover più parlare di un ministro mediocre come Valditara… Basterebbe questo per
Ne avevamo già parlato, dopo la necessaria messa in sicurezza che ha scongiurato problemi e ha restituito alla città un contenitore dal potenziale preziosissimo. Siamo nel cuore della città, eppure
La sala dell’Auser di via Treves piena. Due relatori (Valeria Ricciardelli e Primo Giroldini) capaci di
Il fascino di Milano e della Scala. L’importanza di una pagina della Storia d’Italia. E poi anche un pizzico di
Non chiamiamolo ancora regalo, poiché fino all’estate la mostra su Brian Eno ne comporterà l’ingresso a pagamento. Ma allo stesso tempo non poteva esserci modo migliore per
Riuniti per un vero Maestro. Nel Ridotto del Regio, questa mattina Parma ha offerto un giusto omaggio a
Confesso che mi sembrava poco più di una curiosità quella allestita all’Ape Museo su “Giovannino Guareschi fotografo”. E invece,
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