Magari è solo un’assenza provvisoria, e magari ci sono spiegazioni (che affido alla curiosità dei più giovani colleghi tuttora attivi nelle redazioni parmigiane), quindi aspettiamo a farne un caso. Però,
quando stamattina mi è capitato, dopo un po’ di tempo, di passare davanti alla chiesa di Santa Cristina, in via Repubblica, mi è sembrata più triste.
Da anni lo sguardo, prima di entrare nella chiesa (molto bella: merita una visita da parte di tutti i parmigiani che transitano per il centro!), cadeva sull’arcobaleno davanti all’ingresso. Una piccola bandiera con una delle parole più belle, e purtroppo più elude dall’umanità: PACE.
Gli arcobaleni, anzi, una volta erano due. Poi, mano a mano, quello esterno si era sfilacciato, fino a ridursi a un sottilissimo filo azzurro: quasi un simbolo dell’estremo saluto a don Luciano Scaccaglia, il parroco che per anni ha retto la parrocchia di Santa Cristina-Sant’Antonio in modo spesso controverso.
Proprio quella bandiera arcobaleno era uno dei tanti motivi di dibattito e di polemica. Polemica strana, ho sempre pensato, perché forse si poteva ridire su alcune scelte legate agli ospititi degli incontri in chiesa, forse si poteva dibattere su alcuni dei messaggi che don Luciano esponeva all’esterno della chiesa (ma sempre appoggiandosi a testi sacri, da raffinato teologo qual era)…ma come ci si può dividere su una bandiera che non ha un colore di partito, ma ha semmai tutti i meravigliosi colori dell’arcobaleno, e che soprattutto porta quella parola che dovrebbe unirci tutti, anche in omaggio a quel “…Pace in Terra agli uomini di buona volontà”…?
Quindi, aspettando di capire il perchè di quello spazio ora vuoto, mi limito a dire – parere personale – che per me Santa Cristina e strada Repubblica erano più belle con quell’arcobaleno.
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Settembre 11, 2023 il 5:36 pm
Ma come mai lei che parla di integrazione non la vediamo mai in via Trento, via Venezia, via Palermo? Cosa intende per integrazione? Scriver soquant post su fb con la parola integrazione o scrivere contro la Meloni e Salvini? Cosa fa lei nel suo piccolo per integrare gli extracomunitari? Esce con loro a cena? Va con loro in vacanza? Li invita a casa? Se la risposta è no il suo resta sempre un erudito, inutile esercizio di retorica fine a se stesso
Settembre 11, 2023 il 5:44 pm
Glielo spiego subito: 1) diversamente da lei io mi firmo con nome e cognome. Veri. Quindi per farmi lezioncine occorre innanzitutto che lei sia capace di fare altrettanto, altrimenti il suo è il commento di uno sciocco vigliacchetto che non ha neppure il coraggio delle proprie azioni e delle proprie idee (idee forse è una parola grossa…). 2) Ieri ero in via Micheli (mi pare sia proprio San Leonardo, vero?) per un incontro culturale che ha riempito una sala: se lei fosse venuto e se leggesse qualche libro in più capirebbe che proprio la cultura è la prima chiave per far crescere questa città, sia nella parte dei nuovi arrivati sia fra i parmigiani presuntuosi e arroganti come lei. 3) A ciascuno il suo compito: dall’ordine pubblico all’assistenza. Io cerco solo di insegnare all’università per tirar su una generazione meno arida di gente come lei. Buonanotte. Se vuole replicare, nome, cognome e foto, altrimenti cestino.