Mattinata oltr’Enza, per saldare il debito con istituzioni e musei reggiani che gentilmente hanno
collaborato con un libriccino parmigiano, mettendo a disposizione le immagini legate alle opere del Correggio in territorio reggiano. Di Correggio (intesa come località, che sempre più mi affascina), parleremo in un secondo tempo. Ma oggi vorrei soffermarmi su Reggio capoluogo, anche per segnalarvi un buon motivo per percorrere i 27 km che ci separano dalla Città del Tricolore.
L’appuntamento che avevo era all’Ufficio diocesano. Ma a un minuto dalla sede, c’è la Basilica di San Prospero, che onora il Patrono della città ed è anche una interessante testimonianza del Rinascimento. Un omaggio al Patrono nato nel segno della…nebbia, poiché leggenda vuole che Reggio venne risparmiata dalle orde di Attila grazie al fatto che appunto San Prospero la nascose agli Unni avvolgendola nella nebbia (identica leggenda, per altro, viene applicata dai modenesi a San Geminiano).
Da lì nacque la prima chiesa, anche se i secoli successivi hanno comportato – come spesso accade – alcune ricostruzioni, per cui la chiesa attuale si fa risalire al 1500, anche se la facciata fu poi rifatta nel 1700. All’esterno ci sono ben sei leoni, in marmo rossastro di Verona, opera dello scultore reggiano cinquecentesco Gaspare Bigi, mentre nel campanile ci fu anche l’intervento di Giulio Romano.


Ma i legami con Parma sono tutti all’interno, dove c’è anche un Battesimo di Michelangelo Anselmi, lucchese di origine ma attivo da noi in San Giovanni e nel Duomo.
Quello che però dovrebbe spingere maggiormente i parmigiani ad una visita a San Prospero è ciò che si lega al loro e “nostro” Correggio. Antonio Allegri, infatti, è la straordinaria opera che l’artista – negli stessi anni nei quali realizzava la straordinaria cupola della Cattedrale di Parma – realizzò per la Cappella Pratonieri (cognome di Alberto, un nobile e mercante che finanziò parte della ricostruzione della chiesa e commissionò al Correggio un dipinto nel 1522) quella che tuttora viene considerata una delle sue opere più straordionarie: l’Adorazione dei pastori.
In realtà, il nome con cui sentirete più spesso nominare questo dipinto è La notte. Un titolo che nasce dalla sua caratteristica: contrariamente al solito, infatti, il quadro non riceve luce da una fonte esterna, ma la luce si sprigiona dalla mangiatoia che fa da culla a Gesù Bambino. Ed è una luce talmente potente e abbagliante che una delle pastorelle deve ripararsi gli occhi con una mano, nonostante appunto si tratti di un notturno, o quando meno di una cornice buia.
Un quadro stupendo, realizzato ed incorniciato nella cappella che si trova sulla destra della Basilica. Ma oggi, purtroppo, di quel capolavoro è rimasta solo la cornice, peraltro bellissima. Avvenne infatti che dapprima, nel 1640, il duca Francesco I d’Este la volle trasferire a Modena, a quel tempo capitale del ducato. E poi, sciaguratamente, un secolo dopo fu Francesco III che, per le necessità finanziarie del ducato in difficoltà, vendette questa e altre opere a Federico Augusto II, Elettore di Sassonia e re di Polonia.
Il capolavoro del Correggio fu destinato alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda, uno splendido museo nel quale si trova tuttora (e proprio in questi mesi è al centro della prima grande mostra all’estero sul Correggio). Seppur circondata da Raffaello ed altri giganti, La Notte del Correggio ha incantato a Dresda personaggi del calibro di Hegel e Schopenhauer, e ho letto che è talmente forte l’emozione che offre l’opera che alcuni visitatori non trattengono le lacrime.
Perso quel capolavoro, San Prospero ne ospita però una dignitosissima copia secentesca, del pittore francese Jean Boulanger. Ovviamente l’effetto non è il medesimo di Dresda, anche perché – come avevo notato in una precedente visita in una soleggiata mattina estiva – proprio sopra il dipinto c’è una finestra rotonda la cui luce finisce per “disturbare”, sia nella vista diretta che nelle fotografie, lo straordinario gioco di luce dell’opera che Boulanger ha cercato di riprodurre.

Questa mattina, comunque, forse grazie anche a una mattinata meno luminosa esternamente, ho potuto verificare che comunque quel soprannaturale “punto luce” al centro del quadro del Boulanger spicca anche camminando dalla parte opposta della chiesa, come vedete nella foto qui sotto.

E poi, a questo primo piacere visivo si è aggiunta una imprevista “magìa”. Vedendo davanti al quadro due giovani studenti che prendevano appunti, mi sono incuriosito, e poichè i due erano lì proprio per una ricerca scolastica sulle opere d’arte di San Prospero, ho potuto brevemente spiegare la storia dell’opera, così come l’avete appena letta. Ma non è finita: vedendoci davanti al dipinto del Boulanger, una tecnico che stava lavorando all’interno della chiesa si è avvicinato e ha acceso l’illuminazione dell’opera, della quale non conoscevo l’esistenza.
Risultato: come vedete nelle foto qui sotto, anche La Notte del Boulanger ha assunto ulteriore fascino ai nostri occhi. Forse questa illuminazione andrebbe meglio pubblicizzata, e magari richiedere un piccolo contributo in moneta come avviene ad esempio per la cupola della Cattedrale; ma di certo il risultato è affascinante.

E ai cugini reggiani suggerisco di valorizzare e pubblicizzare di più questa indiretta eredità correggesca, che è molto più di un ripiego, al di là dei rimpianti per la sorte del capolavoro originale. Un’eredità da inserire in quei percorsi specifici interprovinciali che sono alla base di quell’ipotetica “metropolitana della cultura” che da qualche tempo sto provando a proporre per incrementare il numero e i pernottamenti dei visitatori delle nostre terre.

Già, perché uno dei grandi pregi della Cultura è quello di annullare ogni steriole e stupido campanilismo, per invitare invece le splendide città italiane ad allearsi per valorizzare meglio quel patrimonio culturale che rappresenta davvero le nostre “terre rare”, ottime per monetizzare il turismo e contemporaneamente per elevare lo spirito. (segue)
Per saperne di più, leggi:
L’oro del Correggio, Massimo Soncini editore.
ILCIELODIPARMA.IT – Ultimi articoli:
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