Se la Deposizione è una straordinaria composizione d’insieme, con i Mesi e le Stagioni Benedetto Antelami – forse insieme ad alcuni suoi collaboratori – ci ha lasciato un inestimabile inno all’operosità e alla civiltà contadina che avrebbe caratterizzato Parma per lunghi secoli e che in parte tuttora è alla base della sua piramide produttiva.
Quasi ad anticipare un’altra coralità che molto tempo dopo avrebbe illuminato Parma, cioè quella verdiana, il ciclo dei 12 mesi e quello incompiuto delle stagioni (a noi sono pervenuti primavera e inverno) vanno a comporre un’altra meravigliosa opera di pietra. E se il covid ha purtroppo guastato molti progetti dei mesi della Capitale della cultura, non ha fatto in tempo a impedire la straordinaria suggestione dei Mesi calati a terra nel Battistero: a confrontarsi, ad opporsi, a mescolarsi con gli affreschi in abbinamenti di quasi incredibile Bellezza di cui ubriacarsi, come si può vedere da queste foto.



Bellezza su Bellezza, all’ennesima potenza come già nella vicina Cattedrale con l’accostamento fra la Deposizione e la Cupola correggesca che splende a pochi metri dalla scultura antelamica. Qui la vicinanza si fa sovrapposizione, e non riesci più a capire se gli affreschi sono sfondo delle sculture dei Mesi o se queste sono prologo alla meraviglia multicolore di quelli.
Vanno centellinati, uno per uno, insieme alla Primavera che unisce in sé lo spirito del Romanico e del Gotico e al seminudo inverno. Vanno centellinati: dal Gennaio bifronte che si scalda al fuoco, al re Aprile, alla mietitura di Giugno, alla semina di Ottobre, alla legna di Dicembre. Se la Deposizione era un racconto di religiosità evangelica, qui c’è lo spirito – spirituale e laico insieme – della vita che scorre secondo i ritmi imposti dalle stagioni e dai loro frutti.

Un lascito sublime, in quello che è uno scrigno inestimabile di Arte e di senso del sacro: quel senso del sacro che si accompagnerà alla vita dei campi e della società tutta fin quasi al successivo millennio, nel quale oggi viviamo. E’ sufficiente trovare il tempo per una visita in Battistero, per capire che accanto alla loro abbacinante Bellezza quelle statue, in quel preciso luogo, contengono tutta la nostra Storia, anche spirituale.

Non è mai troppo Parma è un piccolo progetto web per invitare tutti i parmigiani a chiedersi quanto conoscono le straordinarie Bellezze che ogni anno attirano nella nostra città migliaia di turisti dall’Italia e anche dall’estero. Bellezze sotto i nostri occhi, ma che spesso non conosciamo e neppure vediamo…
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