Il “premio” per la polemica più superficiale e mal gestita è tutto suo. Il mini-dibattito sulla distribuzione di pipe per i fumatori di crack (una droga in continua diffusione) ha scalzato perfino
la sempre più sterile diatriba sulla sicurezza, che è un altro tema vero su cui torneremo presto ma che meriterebbe a sua volta analisi di livello un po’ più elevato dei quotidiani e scontati comizi attuali.
Su tutto, spiace dirlo per chi comunque vuole rispettare e ascoltare le idee di tutti, ha “brillato” la denuncia che alcuni esponenti di Fratelli d’Italia hanno presentato, con una ardita interpretazione giuridica, per “istigazione a delinquere”, come se le ASL di Parma e Bologna fossero le prime e vere colpevoli della diffusione della droga in città.
Certo: sarebbe fantastico per tutti se la spinta al consumo di droghe fosse nelle pipe dell’ASL o in iniziative simili. Basterebbe cestinare qualche pipa e cacciare qualche manager sanitario: e la droga svanirebbe da Parma come d’incanto, no…? Ma purtroppo per noi, nella realtà quotidiana il crack e gli stupefacenti che girano dalle nostre parti sono un po’ troppo voluminosi per essere nascosti dentro una pipa o sotto il tappeto. Come si suol dire, guardare il dito a volte impedisce di vedere la luna.
Chi volesse davvero porsi a Parma da destra il problema droga, anziché limitarsi ad annotare la presenza di spaccini neri nelle strade o a generare polemiche così mal gestite, si appunti invece tre possibili iniziative, la prima delle quali si incrocia con il già citato dibattito sulla sicurezza: 1) come mai dal Viminale non parte la direttiva di una radicale bonifica (in San Leonardo come nei parchi) del traffico delle varie droghe?; 2) follow the money, che era l’indicazione di Falcone per capire chi davvero sta dietro e ingrassa sul tragico mercato della droga: forse, ragionando su questo aspetto, capiremmo meglio perché nessun governo – di fatto – tocca gli spaccini; 3) a proposito di “follow”, forse però sarebbe meglio se seguissimo e ci interrogassimo di più sui nostri figli: a consumare droga, infatti, sono spesso i nostri ragazzi.
Ovviamente, la lotta alla droga non esenta da responsabilità neppure la sinistra, che a sua volta non ha mai ottenuto risultati nel settore e che – ecco l’unico vero tema che si doveva sviluppare sul tema pipe – non sempre accompagna gli interventi per la cosiddetta riduzione del danno ad una più incisiva opera di sensibilizzazione contro le droghe: mi sembra un po’, in questo senso, di riascoltare i dibattiti degli anni ’90 fra i responsabili delle comunità di recupero (Betania o Orizzonte) e il Sert (da dove rispondeva Rocco Caccavari). E anche allora, banalmente, avevano entrambi torti e ragioni: senza facili ricette risolutive.
Tre decenni dopo, la droga è ancora lì come cartina di tornasole di una società malata. E che, proprio perché malata, deve guardarsi seriamente allo specchio, anziché cercare sempre spiegazioni e responsabilità negli “altri”…
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