Ho conosciuto e sinceramente stimato, da cronista ma anche da cittadino, il lavoro di Pietro Vignali come dinamicissimo

assessore all’ambiente e alla viabilità. Sottolineo la parola “sinceramente”, perché non avendo mai votato lui e la sua parte politica il mio giudizio era basato soprattutto sui fatti: ad esempio il superamento di alcuni storici e complicati semafori cittadini con l’utilizzo (poi un po’ troppo diffuso, ma pazienza) delle “rotonde”.

Una volta diventato sindaco, ho continuato ad apprezzarne passione e impegno, anche se mi è sembrato ci fossero alcune carenze di “polso” che hanno un po’ spostato gli equilibri in giunta (rispetto al timone tenuto fermo con peronsalità e esperienza da Ubaldi), e hanno cosentito alcune degenerazioni ai limiti dell’illegalità nei suoi dintorni, al di là delle rsponsabilità sue personali che negli anni sono state ampiamente annullate. E anche sul fronte sicurezza, all’indubbio impegno dello stesso sindaco e dell’assessore Fecci (anche in collaborazione con altri sindaci) si sono accompagnate alcune ombre: ad esempio la sciagurata vicenda del caso Bonsu, compresa la prolungata e infondata difesa dell’operato dei vigili nei confronti del ragazzo di colore, risultato estraneo all’operazione antidroga al parco Falcone Borsellino.

Non solo: se vogliamo parlare di sicurezza, è sempre il caso di ricordare che nella classifica sulla Qualità della vita del 2011 – l’ultimo anno della stagione civica Ubaldi/Vignali iniziata nel 1998 – Parma sul tema della sicurezza vissuto dai cittadini risultava in una poco invidiabile 91° posizione… (qui il link per gli smemorati: https://www.parmatoday.it/cronaca/classifica-qualita-vita.html )

Ecco perché, pur continuando ad apprezzare l’attaccamento alla politica cittadina e pur comprendendo anche la voglia di rivalsa dopo la brusca conclusione di quell’esperienza da sindaco, credo che Vignali e la politica in generale dovrebbero mettere a fuoco meglio i toni e le analisi.

Quando si va su una emittente nazionale generosa di visibilità a proclamare che “Parma è sprofondata in una spirale di violenza molto preoccupante” si solleva un problema che indubbiamente esiste ed è concreto, ma che accomuna Parma a quasi tutte le città italiane (è di poche ore fa a Brescia la notizia di una tentata rapina con pistola puntata al semaforo…) e che quindi va contestualizzato, e non ridotto – come spesso la destra fa per evidenti interessi di bottega elettorale – alle “colpe” della sola Polizia Locale e quindi del Comune.

Ma anche a prendere per buona la frase esagerata di Vignali, sorge allora una domanda inevitabile: se Parma è davvero messa così male da essere esempio (cattivo) a livello di tv nazionali, come mai né Vignali né i politici che parlano e scrivono di sicurezza a Parma quasi ogni giorno né le associazioni e gli aspiranti politici che su questo tema postano decine di interventi ogni giorno non hanno mai pensato di invitare a Parma il responsabile numero 1 della sicurezza in Italia, ovvero il ministro degli interni Piantedosi???

Così potremmo sentire dalla voce del diretto interessato come viene vista la situazione di Parma da fuori e quali iniziative intende assumere il Viminale per ridare sicurezza ai parmigiani. E magari potremmo anche mettere a confronto l’analisi di Vignali (“Parma sprofonda nella violenza”) con quella di pochi giorni fa dell’on. Cavandoli (“Delitti in calo: il dossier del Viminale conferma l’efficacia del governo nel controllo del territorio”). Come si dice a Parma, Metìv d’acòrdi…!

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