A ritmi blandi, si vede e si racconta meglio la città. E alla frenesia delle news si può opporre

qualche ragionamento un po’ più articolato, sperando che serva a tutti per uscire dalla sempre più inutile modalità di dibattito da social-stadio.

Tanti temi. Il primo, che sta a monte degli altri, è il livello che vogliamo dare al dibattito cittadino. Esempio concreto: ha fatto benissimo, dal suo punto di vista e in generale, il consigliere comunal-regionale Bocchi a dire la sua sul tema aborto. Ma ha fatto malissimo (e ha finito per squalificare le sue stesse argomentazioni) a tirar fuori la frase irrispettosa e insensata sullo “tirare lo sciacquone”. E chi tanto parla di “famiglia naturale” per i ruoli che la natura ha disposto per la procreazione, dovrebbe coerentemente lasciare i giudizi (e le decisioni) innanzitutto a chi appunto per natura ha quel ruolo: ovvero le donne.

Detto questo, se posso capire l’indignazione e il dissenso verso le parole dell’esponente meloniano non posso certo condividere certe risposte che sui social si sono trasformate in insulti. Chi pensa di avere le idee migliori deve dimostrarlo con le idee, non con le offese (e questo ovviamente non vale di meno per i tanti insulti social che nascono a destra). Alziamo il livello. Tutti.

Secondo punto: la sicurezza. Se è vero che ogni giorno le cronache dei media testimoniano la situazione grave della “micro” ma pericolosa criminalità da strada; se è vero che la sinistra nazionale, ma anche locale, non riesce a porre il tema come priorità (o quanto meno non riesce a farlo capire alle persone), anche a destra si fatica a capire certi atteggiamenti.

Partiamo dall’episodio più grave: nei giorni scorsi una parlamentare dello Stato e della Città (e subito esprimo per questo la mia solidarietà all’on. Laura Cavandoli) è stata disturbata e minacciata in una strada di Parma. Ma stiamo scherzando? Lo ritengo un episodio gravissimo. Però mi ha stupito anche leggere una reazione che sembrava esprimersi solo nella critica alla vicina postazione della polizia locale. E qui allora mi devo ripetere: ma stiamo scherzando? Se io fossi un parlamentare e venissi minacciato in una strada cittadina, prendo il telefono e nell’ordine mobilito prefetto, questore e sindaco, fino a che non vedo i responsabili delle aggressioni presi in carico dalle necessarie pattuglie delle forze dell’ordine. E in questo caso non si tratta di avere un trattamento di favore come la moglie del ministro Urso che salta la coda all’aeroporto: si tratta di garantire la libertà e l’incolumità di chi rappresenta Parma nel massimo consesso politico nazionale. E ha ragione il mio collega che mi ha detto che il giorno dopo la Cavandoli doveva tornare lì non solo con una videocamera e una troupe giornalistica ma con gli esponenti di tutte le forze istituzionali e politiche della città, fino al ripristino della situazione normale.

A questo si è aggiunta la “discesa in campo” delle squadre di ronda di area Casapound. Con anche tanti consensi, sempre a livello di dibattito da social-bar. E io non sottovaluto questi consensi, ma anzi cerco di comprendere la rabbia – anche di quegli stessi giovani che sono scesi in strada – e lo scoramento di chi ha scritto: “Meglio queste ronde che il nulla”. Questa è la cosa che deve far riflettere la politica, anche cittadina.

Ma una volta trasferito il ragionamento dalla pancia al cervello, la valutazione più di buon senso è venuta proprio da un consigliere comunale di destra, peraltro il più titolato a valutare in quanto è l’ex poliziotto Giuseppe Tramuta: “Sono contrario perché non sono addestrati”. E questo taglia già la testa al toro, senza ovviamente trascurare gli aspetti giuridici e politici, e l’esempio disastroso che la Storia d’Italia ci ha già consegnato, quando si partì con le “squadre dell’ordine” e si finì con un Paese in ginocchio per una guerra megalomane e a far intanto la fila per le tessere con cui acquistare alimentari razionati…

Cogliamo pure, e non trascuriamo superficialmente, questo disagio diffuso in città. Ma le risposte chiediamole a chi non più tardi di ieri ha nuovamente annunciato provvedimenti ad hoc per la sicurezza nelle città (ma non avevano appena varato un decreto per lo stesso motivo?): il ministro degli interni Piantedosi. Nel frattempo, nelle città come Parma, ci si metta finalmente a lavorare insieme, maggioranza e opposizione.

In chiusura, una tirata d’orecchi a chi ha varato una maxi-rotonda complessa come quella di via Mantova senza immedesimarsi negli automobilisti che la devono percorrere. Come dico ai miei studenti, non abbiate mai paura di dare una spiegazione in più, se temete di non essere capiti: e se vale per un articolo, figuriamoci per le strade dove si rischiano incidenti anche gravi.

Ripeto: alziamo il livello, che la città di Antelami e del Correggio merita molto di più. E forse noi – tutti noi – abbiamo bisogno innanzitutto di studiare, per migliorarci… Buona estate Parma!

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