Ti accoglie il canto dei galli, mentre un cartello indica già
il senso della giornata: quello che abbiamo davanti è “Il pollaio di Don Camillo”. Siamo al Parco Guareschi, angolo con via 1° maggio, e mi chiedo se a Brescello siano stati così ispirati da unire il parco proprio alla via che indica la data di nascita dello scrittore (1908-1968).

E’ il weekend di Parva Mundi, seconda edizione di un evento che a Brescello coltivano e arricchiscono, con una genialità promozionale di cui dovremmo fare tesoro anche di qua dall’Enza… Una festa di due giorni che mobilita tutta la cittadina e che certo fa felici commercianti, ristoratori e baristi, spesso con insegne che si ispirano ai personaggi del Mondo Piccolo, nella piazza delle statue di Don Camillo e Peppone, fotografatissime, mentre il sindaco Carlo Fiumicino dà ufficialmente il via e si prepara a vigilare sulla…campagna elettorale, che nella giornata domenicale ha riprogrammato lo storico scontro PCI-DC, con Peppone candidato dei primi e con Don Camillo anima dietro le quinte (Beh: non sempre dietro…) dei secondi.



Ma c’è tanto altro. Ci sono i due musei (uno dedicato espressamente al cinema che ebbe Brescello come set per tutti i film della saga guareschiana). Ci sono i libri, nel mercatino allestito davanti al carro armato per tutto il weekend, per chi vuole approfondire la figura di Guareschi.


Ma la grande novità è quella dela domenica sera, che sicuramente avrà poi ricadute anche negli anni futuri: dopo la benedizione del Po del sabato, la domenica vive sull’attesa della serata di Raiuno con il film tv su Giovannino Guareschi, con maxischermo in Piazza ed incontri con i protagonisti. E nell’attesa, Brescello è stata tappezzata di maxi-foto in anteprima dello sceneggiato.



Certo, qualcuno potrebbe notare che la foto del sangue del crocifisso della benedizione del Po ha la sua foto a fianco di quella delle offerte dei vini. Ma è proprio questa la magia del Mondo Piccolo di Guareschi: unire le cose del cielo, per chi ci crede, con la quotidianità terrena, anche se l’invito finale è a volare alto. E una volta imboccata la strada, piena di fascino, che si snoda verso Coenzo/Mezzani/Colorno, prima di piegare verso Parma, ecco ancora, quasi come un ultimo saluto, una Trattoria Don Camillo. Mentre noi abbiamo uno Stendhal da valorizzare come lo Shakespeare di Verona, a Brescello, sui film di ormai mezzo secolo fa, hanno costruito una suggestione da 40mila visitatori l’anno.




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