Immaginatevi un quartiere di Parma: il più centrale insieme alla Piazza del Comune. Quello con la chiesa più importante attorno alla quale

si raduna una comunità contadina e ormai cristiana, scampata anche alla paura dell’anno Mille.

A un certo punto (diciamo a fine 1100) arriva da Como un visionario che scolpisce la pietra. Ha un nome adattissimo a una Cattedrale (Benedetto), e qui scolpisce un’opera tanto piccola quanto destinata a durare e stregare nei secoli: proprio come nella foto di questo articolo. E’ la Deposizione. E subito dopo, si mette a progettare un Battistero fra i più belli d’Italia, che poi lui stesso adornerà con il ciclo dei Mesi, vero inno alla Civiltà contadina.

Passa qualche decennio e nel palazzo a fianco del Battistero nasce quello che diventerà il primo grande cronista del Medioevo: un francescano di nome Salimbene.

Il secolo successivo, arriva “in quartiere”, fresco di incoronazione romana, il più grande poeta del momento, Francesco Petrarca, in compagnia del nuovo signore, Azzo da Correggio.

E proprio da Correggio, stavolta dopo due secoli, arriva un altro visionario, che a pochi passi dalla Deposizione si inventa – con i pennelli – la più stupefacente e avveniristica delle cupole affrescate del nostro Rinascimento. E’ Antonio Allegri, detto appunto il Correggio, che già aveva stupito e incantato con gli affreschi della Camera di San Paolo e della cupola di San Giovanni. E in San Giovanni, accanto a lui, muove i suoi primi passi un altro futuro protagonista della nostra Storia dell’Arte: il Parmigianino.

La bellezza e la grazia del Correggio, tre secoli dopo, incanteranno uno degli scrittori più famosi al mondo, che proprio qui ambienterà il suo più famoso romanzo: La Certosa di Parma, di Stendhal.

E in San Giovanni, una sera del 1990, arrivano padre e figlio di una particolarissima famiglia tra poesia e cinema: il regista Giuseppe Bertolucci filma il padre Attilio, che con i suoi versi e le sue parole descrive proprio il fascino degli affreschi del Correggio visti dai ponteggi dei restauratori. Non lontano da lì, ha girato alcune scene dei suoi film l’altro Bertolucci: Bernardo, che due anni prima di quel video in San Giovanni ha conquistato con il suo film L’ultimo imperatore ben 9 oscar.

Ecco: questa è la gente che si è succeduta nei secoli per quel quartiere, e per Parma. Questo è il passato che abbiamo alle spalle: è l’insieme di bellezza, cultura e spirito visionario che dobbiamo tutti studiare, se vogliamo davvero parlare di Parmigianità (magari arricchita anche da chi è venuto da fuori) e soprattutto se vogliamo costruirne una valida per il futuro.

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