Scegliete voi che cosa sia peggio: a Reggio è scoppiata una vera e propria
polemica con ripercussioni nella giunta comunale, dove il consulente dell’ìassessore alla Cultura ha scritto a sindaco e assessori dicendosi sconcertato per la mancanza di iniziative per il 50° della morte di Pier Paolo Pasolini che nel Reggiano abitò ed ebbe diversi contatti. E nel gioco delle parti politiche, è finita che anche FdI abbia criticato la giunta reggiana per avere ignorato Pasolini.
A Parma, niente di tutto questo e nessuna polemica. O meglio, anche a Parma come a Reggio niente in generale, almeno a livello “politico” mentre sono da elogiare alcune iniziative con una mostra figurativa alla Galleria Sant’Andrea e diversi appuntamenti teatrali. Per fortuna, viene da dire, che la nostra città aveva celebrato degnamente il centenario della nascita, tre anni fa, sviscerando – su doppia iniziativa di Primo Giroldini (mostra più libro) – i vari rapporti tra Pasolini e il mondo culturale di Parma.
Così, mentre Parma e Reggio stanno chiudendo questo derby culturale con uno 0-0 poco esaltante (parliamo dell’intellettuale forse più lucido e attuale, nelle sue analisi sull’Italia anche se appunto di mezzo secolo fa), dobbiamo dire che…in medio stat virtus. Proprio a metà strada infatti, cioè a San’Ilario d’Enza, si è svolto un interessantissimo pomeriggio “Dedicato a Pasolini”, come indicava il titolo dell’incontro.
Massimo Raffaeli, Tullio Masoni, e i nostri Primo Giroldini e Rocco Rosignoli hanno veramente incollato alle sedie il pubblico, che è intervenuto numerosissimo nonostante il sabato pomeriggio, a dimostrazione che l’argomento Pasolini meritava e merita attenzione. Merito anche della vivacità (che avevo già avuto modo di verificare poche settimane fa presentando là un libro) della Biblioteca comunale di Sant’Ilario e di un gruppo di persone che hanno il loro fulcro in Massimo Bellei.
Se il cantautore Rocco Rosignoli ha fornito la “colonna sonora”, con alcune perle legate a testi pasoliniani per canzoni (forse uno dei lati meno conosciuti di questo poliedrico intellettuale), Raffaeli, Giroldini e Masoni hanno davvero spaziato a 360 gradi su molti temi (dalla poesia al cinema, agli Scritti corsari), delineando un ritratto molto vivo ed attuale di Pasolini. E si è parlato anche, appunto, dei contatti con Reggio e Parma e con la stessa Sant’Ilario.
Insomma, il materiale per continuare a studiare Pasolini e per riflettere sulla sua opera e sulle sue analisi della società italiana non manca davvero. Speriamo che l’esempio di Sant’Ilario non resti isolato. E intanto, pur nel mio piccolo, un appuntamento lo posso dare anch’io: mercoledì 5 novembre alla libreria Feltrinelli. Ne riparleremo presto.





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