Ci torno per caso, perché ormai gli orari dei teatri non coincidono con i miei. E ci torno con imbarazzo e timore: inutile girarci intorno,
perché nomi o non nomi la storiaccia delle violenze e molestie su alcune giovani attrici ha lasciato un segno profondo. E qualcosa si è incrinato.
Nel frattempo il Due è ripartito con il suo titolo più importante, ovvero L’Istruttoria. Mentre a riportarmi in viale Basetti è stato invece il Fantozzi di Gianni Fantoni (bravissimo come tutti attori e attrici sul palco) con la regìa di Davide Livermore. E mi ha fatto particolarmente piacere vedere come regista assistente Laura Cleri, che di Teatro Due è certamente uno dei simboli.
Due considerazioni brevissime, anzi tre. La prima è che Fantozzi, che ai tempi non sempre mi coinvolgeva, è davvero una invenzione geniale, che dobbiamo a Paolo Villaggio e che rimane attualissima. La seconda è che il teatro, e in questo caso non era facile dopo la versione scritta e quella cinematografica di Fantozzi, conserva intatta la sua magia anche nel tempo del digitale, e riesce a trasmettere con la voce, i gesti e le invenzioni discena, anche un ritratto come quello di Fantozzi e dintorni, a prima vista impossibile.
Ed ecco la terza condsiderazione. Visto che il titolo dello spettacolo parla anche di tragedia (quella di Fantozzi, appunto), l’augurio che io faccio al nostro teatro è di sapersi purificare – come proprio la tragedia permetteva nell’antica Grecia – con una catarsi che consenta non di dimenticare, ma anzi di far tesoro e di superare quella bruttissima e dolorosa storia di violenza.
Io una timida proposta l’ho fatta e la ripeto: quel Teatro è nato nel segno dei Festival internazionali (ad iniziare da quello del Teatro universitario). Incontri all’avanguardia che hanno spianato la strada alla sede stabile.
Ecco: non abbia paura, Teatro Due, di guardarsi ora allo specchio in un nuovo Festival, da dedicare proprio alla violenza sulle donne ovvero alla violenza figlia del senso del possesso di noi uomini. Un Festival anti-patriarcato, con le realtà che a Parma si battono per superare questa arretrata cultura, con le compagnie teatrali parmigiane che hanno spesso lavorato su questo tema (e che per una volta certo non sfigurerebbero anche sul palco di viale Basetti) e con altre realtà da fuori, anche da coinvolgere in alcuni dibattiti.
Di persone e realtà che si battono contro la violenza a Parma ce ne sono tante. Ora, per dirla proprio alla Fantozzi: Teatro Due, si batti lei!
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