L’albero illumina la Piazza di Parma, e intanto con puntuale sincronismo le cronache nazionali riferiscono delle polemiche su presepi fatti o cancellati. Non si può dire che

dicembre non rispetti le tradizioni nel Bel Paese, Parma compresa.

L’albero di Piazza Garibaldi, visto per ora solo dalla webcam, sembra bellissimo e almeno su questo sembrano non esserci discussioni. Bella anche la Piazza affollatissima nel giorno dell’accensione: ora, semmai, si tratta di mantenerla così e di proteggerla da ogni sfregio tipo il lanciuo dei bidoni cui abbiamo assistito in un video di pochi giorni fa.

Sul presepe, invece, ci si divide: chi lo difende a tutti i costi, chi è disposto a rinunciarvi per favorire il dialogo con altre religioni, chi in generale vorerebbe uno Stato più laico…

Spesso poi finisce che la si butta in politica. Non poteva quindi mancare una sortita dell’aspirante premier generale Vannacci, che ha proposto un presepe portatile da zaino militare.

Niente di nuovo, in realtà: un presepe “portatile” se lo inventò ormai più di 80 anni fa un certo Giovannino Guareschi. Era in un lager, nel quale lo avevano spedito i nazifascisti della repubblica di Salò, di un regime caro proprio a Vannacci. E invece di polemizzare un po’ a casaccio, chi vuole difendere davvero il presepe dovrebbe andare ad ammirare proprio “quel” presepe, oggi conservato con affetto dal figlio Albertino e dai nipoti nella Casa-Museo Guareschi di Roncole Verdi. Ne trarrebbe, che creda o no in un qualunque dio, emozioni e riflessioni.

A proposito di emozioni, in questi giorni un articolo su Avvenire ricordava la frase di Eduardo De Filippo in Natale in casa Cupiello: “Il presepio è una cosa commovente che piace a tutti quanti”. E ancor più mi è piaciuta una successiva frase dell’articolista, Giuseppe Lorizio: “Non c’è nulla di più plurale del presepe, che pone tutti i personaggi sullo stesso piano. Resta ai margini del ptresepe solo chi detiene il potere e considera la nascita del Bambino un pericolo per la propria autorità”…

Semmai, al di là del legittimo dibattito generale, che ovviamente rientra nel più ampio rapporto che può esserci fra le culture diverse che ormai abitano il nostro Paese, dovremmo però chiederci – ad iniziare dai paladini del presepe a riflettori accesi – quanti presepi abbiamo da anni iniziato a cancellare quotidianamente anche noi, in una società che sempre più spesso sembra popolata da odio e egoismi che stanno agli antipodi del messaggio che venne proposto da quello che nel presepe verrà collocato come bambino il prossimo 25 dicembre…

(L’immagine dell’albero in Piazza Garibaldi è tratto dalla webcam del Comune: https://www.skylinewebcams.com/it/webcam/italia/emilia-romagna/parma/piazza-garibaldi.html )

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