Tristi e inquietanti le immagini, tristi e penosi i commenti. Se è vero che al primo posto delle nostre preoccupazioni dovrebbe
esserci la violenza (e parleremo soprattutto di quello), anche la mediocrità del livello del dibattito politico dovrebbe ormai iniziare a preoccuparci e ad interrogarci: anche perché la vecchia e abusata teoria dell’inadeguatezza della classe politica, pur essendo vera, trova speculare e perfetta conferma nella mediocrità dei nostri dibattiti social.
Come si esce, allora, dai fatti di Torino? O perlomeno come provare a uscirne e a trovare delle sintesi che facciano davvero crescere il Paese? Proviamo ad abbozzare una riflessione insieme: insieme perché il mio blog e i miei social sono da sempre apertissimi ai commenti, anche se suggerirei di astenersi a chi non riesce ad andare oltre a qualche slogan copiaeincollato da altre superficialità. Qui serve essere aperti al dubbio e all’autocritica: per tutto il resto ci sono i bar sport…
- I fatti mostrati nei video moltiplicati su tg e web sono indiscutibili: un poliziotto aggredito vigliaccamente, un mezzo della polizia dato alle fiamme con rischio che un altro poliziotto ci restasse dietro (fatto forse ancor più grave di quello dell’altro video di cui si è maggiormente parlato). Qualche cronista parla di carica dei poliziotti? Può essere, ma si era già in u contesto di scontro, almeno con quella parte (=minoranza) di corteo.
- Non importa che chi sta leggendo questo areticolo sia di destra o di sinistra: quando si vedono scene simili (che siano quelle di Torino o che sia l’assalto alla Cgil o che siano episodi in qualunque contesto e di qualunque colore “politico”), la violenza dovrebbe essere la prima nemica dell’intero Paese. Punto.
- Non ci possono essere dubbi su questo, a meno che ovviamente non si tratti di atti di legittima difesa, già previsti e regolamentati dalla Legge. Non ci sono violenze “buone”. La sinistra dovrebbe rinnovare le lezioni di gente come Pasolini o come Alex Langer (non sapete chi è Langer? Allora provate a iformarvi su di lui: ne vale la pena). E se qualche invasato pensa di potersi accomunare alla Resistenza partigiana, è un’altra solenne idiozia: oggi abbiamo un governo eletto alle urne e, se non piace, da sconfiggere alle urne (che tanti furboni invece disertano). Può essere un governo sulle cui scelte è il caso di vigilare – democraticamente – ma non c’è alcuna giustificazione per alcun atto di violenza come quelli visti a Torino. Questi sono teppisti, non “nuovi partigiani”: non scherziamo.
- Non mi sono piaciuti molti commenti da sinistra, letti sui social. Commenti spesso riduttivi, se non addirittura negazionisti: è vero che i poliziotti aggrediti se la sono cavata con un giorno d’ospedale (e chi ha parlato di tentato omicidio avrebbe fatto bene ad aspettare non solo i giuristi ma almeno i medici…). Ma la gravità dell’aggressione va al di là delle prognosi: chi è di Parma e ha i capelli grigi ricorderà che in via Isola bastò un pugno per provocare la morte di un padre di famiglia, che cadendo battè la testa sullo spigolo del marciapiedi. Quindi poteva succedere anche a Torino: sono già gli atti (aggressione e incendio del mezzo della Polizia, oltre alle altre violenze assortite) che vanno condannati, senza se e senza ma.
- Infiltrati? Io faccio il cronista, e quindi sono abituato a stare ai fatti. Mi spiego con un esempio di cui tanto si sta parlando in questi mesi: ad oggi, il colpevole dell’omicidio di Garlasco è Alberto Stasi, non altri. Questo, ovviamente, vale fino a prova contraria: se domani venisse davvero dimostrata la colpevolezza del nuovo indagato Andrea Sempio, chiaramente dovremmo ribaltare il giudizio su Stasi, a meno di una ancor più ardita tesi di omicidio in coppia. Ecco: allo stesso modo dobbiamo ragionare su Torino. Fino a prova contraria, questi violenti appartengono al mondo antagonista, che non può che essere catalogato come estrema sinistra. Ed è su questo mondo che dobbiamo ragionare.
- Semmai, su questo aspetto dovremmo aggiungere una riflessione. E’ vero che gli infiltrati sono stati effettivamente utilizzati nella storia italiana recente: lo si fece tra gli anarchici che si volevano poi incolpare per la bomba neofascista di Piazza Fontana e lo si fece (per sua stessa ammissione) con agenti provocatori ai tempi di Francesco Cossiga. E quindi anche a sinistra qualcuno dovrebbe studiare un po’ di Storia: se da destra si sono usati spesso infiltrati per far apparire violente le manifestazioni di piazza della sinistra (o degli anarchici o dei radicali), solo un imbecille può oggi pensare di offrire alle destre lo stesso favore gratis…
- Già: è qui il vero punto. Ovvero la vecchia e saggia domanda latina “Cui prodest?”: “A chi giova?”. Ed è qui che emerge, insieme alla violenza e alle violazioni della Legge, tutta la stupidità dei violenti di Torino o qualche tempo fa di MIlano con i vandalismi in stazione. Ogni violenza, ripeto in stampatello: OGNI VIOLENZA fa il gioco proprio di chi gli antagonisti pensano di “combattere”. Ogni violenza aiuta chi vorrebbe un Paese fatto di restrizioni e controlli, lasciando minore spazio al dissenso: quindi ai Salvini, alle Meloni, ai Vannacci ecc. Essere violenti, ai miei occhi, merita già di per sè la più chiara condanna, ma essere violenti e anche stupidi e autolesionisti… Si facciano una domanda e si diano una risposta. E se qualcuno ha dei dubbi, vada ad ascoltare o legga le riflessioni di chi la scelta della violenza da sinistra l’ha già fatta e oggi la legge con estrema chiarezza autocritica: parlo (e ne parlo perché li ho conosciuti e intervistati) di brigatisti rossi come Adriana Faranda o Franco Bonisoli, che direttamente o indirettamente hanno firmato atti anche tragici, ma che oggi portano anche a studenti e giovani in genere, una testimonianza utile e preziosa.
- Detto tutto questo su colpe e necessità di autocritica della sinistra, però, non si può lasciare senza risposta le tante sciocchezze che dopo i fatti di Torino sono arrivate da destra. Mi scrive un commentatore: “ho letto i tuoi post da laureato , vi erano molto ma e molto se e tanti però..”. Esatto: se usiamo la testa per davvero, allora dovremmo avere capito che non i miei commenti, ma la vita stessa è fatta di tanti “ma e se e però”, perché solo i trinariciuti di sinistra o di destra pensano che la verità possa stare da una parte sola e che sia senza sfumature. Così, a chi non dorme da piedi (come si dice a Parma) non può essere sfuggita la teatrale doppiezza dei leader di maggioranza. La premier, che era così prudente sulla “matrice” dell’assalto squadrista alla sede della Cgil ha oggi pronunciato perfino la sentenza: “tentato omicidio”, per poi guidare i suoi seguaci più ignoranti nella protesta contro i magistrati che, più seriamente, hanno scelto le imputazioni corrette. E se non fosse così, come mai invece di limitarsi a strepitare non affidano alla loro avvocata Buongiorno – già così brava a far assolvere Andreotti e a far scomparire ogni modifica sulla violenza sessuale che andasse incontro alle donne per una maggiore giustizia – un ricorso contro le decisioni dei magistrati torinesi che non hanno applicato ai primi arrestati il tentato omicidio? Forse perché la Buongiorno riderebbe in faccia a simili bestemmie giuridiche? Il tentato omicidio, se ci potrà essere in futuro per alcuni, non poteva esserci per l’arrestato dal giubbotto rosso, almeno per quanto si è visto nei filmati. E la premier dovrebbe limitarsi a parlare di ciò che sa e di ciò che le compete, senza piegare i fatti al suo ennesimo comizio anti-magistratura.
- Medaglia d’argento per l’ipocrisia è il sempre più impresentabile ministro Piantedosi. Lui è quello che da tre anni dovrebbe rendere più sicure le città: Parma compresa, dove i primi a sconfessare il suo operato (anche se loro credono i parmigiani così stupidi da provare a far credere che la colpa sia degli ex vigili urbani, oltre che dei magistrati cattivi…). Anziché la sequenza delle dichiarazioni pietose che ha proposto, avrebbe semmai dovuto spiegare come mai, non appena nel corteo pacifico dei 50mila si sono presentate alcune decine di incappucciati, non sono stati immediatamente fermati, esattamente come lo si chiede – e sono d’accordo – per le donne che nascondessero il volto con burqa o simile. Quando la Meloni faceva solo l’opposizione, ha chiesto più volte le dimissioni della ministra degli interni Lamorgese per molto meno. Quindi ora i casi sono due: o Piantedosi è un incapace che va cacciato dal Viminale oppure a molti il caos e il disordine nelle città fa comodo (come ho già spiegato col Cui prodest? di qualche riga fa).
- Ma la medaglia d’oro dell’ipocrisia e della doppiezza è senza ombra di dubbio per chi (per vergognosa scelta di questa destra) occupa la seconda carica dello stato. Ignazio La Russa ha rivolto genericamente alla sinistra l’accusa di dare spazio ai violenti, schierandosi con passione in difesa della polizia. Peccato che, quando lui era in prima fila a manifestare con i suoi camerati, a Milano una manifestazione della sua destra fosse finita con un poliziotto morto. Ma davvero la destra italiana del 2026 non ha elementi migliori per le più importanti cariche dello Stato che si è guadagnata con il voto…?
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