Chi non lo conosce lo insegua, verrebbe da parafrasare partendo da un suo celeberrimo e “scandaloso” slogan. E vorrebbe dire inseguire un

genietto dei nostri tempi, non abbastanza studiato e ricordato neppure dalle nostre parti, che poi furono anche le sue.

Già. Emanuele Pirella (1940-2010) è sicuramente una delle eccellenze della Parma contemporanea: eppure vien da chiedersi quanti concittadini ne conoscano davvero il nome e le opere. E allora, l’occasione del bel libro di Dario Biagi (Ho nel cuore acido citrico effervescente) è davvero proprizia per conoscere – come da sottotitolo – Vita, successi e pene segrete di Emanuele Pirella.

Un viaggio puntuale e documentato nelle pieghe mai banali di una vita da intellettuale, probabilmente destinata nel sogno alla Letteratura e poi invece approdata, con risultati straordinari, alla Comunicazione pubblicitaria. Un copywriter che fu anche scrittore, autore satirico, giornalista: un vero umanista coniugato a quella particolarissima, sintetica e a volte cinica comunicazione che è l’advertising, ovvero la pubblicità, oppure (detta con termine ancora straniero e un po’ fuori moda ma a lungo diffuso, ovvero la reclame).

Biagi, nel libro da poco pubblicato da Pendragon, ne offre un ritratto che sconfina nel privato, e che quindi ci delinea di Pirella appunto anche le “pene segrete”. Ma soprattutto, le pagine ricostruiscono un percorso che è passato per tanta cultura, letta, respirata e vissuta: così, non abbiamo avuto (se non in parte) lo scrittore che forse Pirella a un certo punto ha sognato di essere, ma di certo abbiamo avuto un intellettuale che si è calato nel mondo dei “persuasori occulti” in modo originale e diverso. Il che, ovviamente, non esclude l’ambiguità della scelta professionale, ma ci regala tantissimi spunti di riflessione anche su questo stesso mondo, magari passando proprio da quella polemica legata allo scandalo della campagna pubblicitaria per i jeans Jesus che fu amplificata dal commento sul Corriere della sera di Pasolini.

Il racconto, come è ovvio, ha per scenario principale Milano. Ma per i lettori parmigiani ci sono anche tanti interessantissimi rimandi a Parma e al suo mondo culturale soprattutto negli anni ’60 e ’70, con i rapporti con altri intellettuali come Arturo Carlo Quintavalle, Maurizio Chierici ed altri. E ancora una volta, vien da dire che chi guarda con amore vero alla Parma del futuro non può fare a meno di documentarsi sul nostro passato e sulle sue eccellenze.

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