Non chiamiamolo ancora regalo, poiché fino all’estate la mostra su Brian Eno ne comporterà l’ingresso a pagamento. Ma allo stesso tempo non poteva esserci modo migliore per
celebrare la sistemazione e la riapertura dei Giardini di San Paolo.
Non mi perderò in definizioni, dopo che Antonio Mascolo ha postato quella – fantastica – di “Place des Vosges, senza Parigi”. Definizione doppiamente bella perché non ricade nella consueta retorica risibile della “piccola Parigi”, ma in compenso dovrebbe farci capire quanle straordinario potenziale di Bellezza e Cultura abbiamo ereditato in questa città, spesso senza esserne consapevoli.
Le installazioni acustiche legate a Brian Eno, in attesa di vedere anche l’altra metà della mostra nell’Ospedale Vecchio, donano al visitatore un sottofondo di grande suggestione. Ma poi parla soprattutto la bellezza del parco fra via Melloni e borgo Giordani: i Giardini di San Paolo sono un vero e proprio gioiello, intorno al quale Parma dovrebbe costruire un itinerario di andata o ritorno soprattutto per i turisti che in treno arrivano dalla Stazione. E qui, come già ho proposto, diventa fondamentale cogliere di questo luogo la grande magia dell’abbinare (e senza dimenticare una tradizione come il Museo di Burattini dei Ferrari) due giganti di livello internazionale: Stendhal e Correggio.

Il cancello che si affaccia su borgo Giordani è uno dei luoghi più noti della Letteratura mondiale: quello del primo incontro, nel buio, tra Fabrizio e Clelia nella Certosa di Parma di Stendhal. Il quale non avrebbe scelto la nostra città, né quel luogo, se a pochi passi non vi fosse l’incanto della Camera di San Paolo, prima espressione del genio del Correggio.
E’ già tutto lì: e ora che i Giardini ne sono la degnissima cornice, è tempo che il richiamo di Correggio e Stendhal sia da noi valorizzato un po’ meglio.
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