Non credo di esagerare se dico che quella foto, che ora campeggia sotto i Portici del Grano, davanti all’ingresso dell’istituzione parmigiana per eccellenza – ovvero il Comune – è davvero parte della storia della nostra città. Ed è curioso che ne sia protagonista uno dei più
schivi parmigiani famosi di sempre.
In quella foto, c’è il sorriso di Giorgio Castelli. Uno dei più forti campioni del nostro sport: una sorta di Gigi Riva del baseball, anche appunto per la sua ritrosia a comparire davanti ai riflettori in pubblico.
Ma quella sera no. Quella sera del 1976 Parma, Castelli e con lui la Germal (marchio nato 10 anni prima all’interno di quella straordinaria avventura economico-sportiva che fu il gruppo Salvarani) avevano da mostrare per la prima volta lo scudetto tricolore di uno sport che dall’America si era insediato a Parma fin dal dopoguerra, e che quella sera trovava la sua grande consacrazione. Il primo scudetto di una lunga serie, visto che la bacheca del Parma baseball 1949 si sarebbe poi arricchita in modo incredibile fino a contare oggi 11 scudetti e addirittura 15 Champions, oltre ad altri trofei nazionali e internazionali.
Sugli spalti di viale Piacenza, ci trovammo in quegli anni a soffrire, e spesso gioire, per campioni arrivati da oltreOceano mescolati a prodotti del vivaio parmigiano che aveva il suo centro nella parrocchia di via Isola (un merito in più per un sacerdote come don Sergio Sacchi). E se Giorgio Castelli ne appariva il simbolo locale, il bello di quelle serate era nell’armonia sportiva di quel gruppo guidato da un dirigente come Aldo Notari e da un tecnico come Giulio Montanini. Professionalità fuse con le qualità delle persone.
Intorno alla prima squadra, era intanto nato un grande movimento, che ha poi prodotto storie tutt’altro che secondarie. E anche se la si è vista e rivista, c’è una fotografia splendida di Giovanni Ferraguti che simboleggia quegli anni: la trasformazione in “diamante”, per una improvvisata partita di baseball della nostra splendida Piazza Duomo. E’ una foto che trovate anche sul web, oltre che nei libri in cui Ferraguti ha raccontato Parma per immagini:

Ecco perché chi ha pensato di celebrare quello scudetto di 50 anni fa proprio al centro della città ha avuto una splendida idea, e non ha esagerato. In quello scudetto, infatti, non c’è solo il profumo della gioventù di chi oggi ha i capelli bianchi, ma c’è una storia – lunga mezzo secolo ed anzi iniziata ben prima – che insegna a Parma come le vittorie più belle siano sempre arrivate facendo gruppo.







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